Chi sia stato non si sa

 

Mi piace riportare in questo mio blog lo scritto di un caro amico scomparso troppo presto, Cesare Allara. Avrebbe avuto ancora tante cose da raccontarci, di quelle che piacciono a me, di quelle che a tantissimi vanno di traverso quando le sentono. Questa è una di quelle, ed è anche il mio modo per ricordarlo e ringraziarlo.

 

"(...) Quando oggi si ciancia di pericolo fascista, di deterioramento della democrazia, della fine dello stato di diritto, il mio pensiero corre a quel piovoso mattino del 16 ottobre 1980, quando CGIL-CISL-UIL, PCI e FIAT, 'uniti nella lotta', seppellirono la democrazia diretta, il sindacato rivendicativo e compilarono 'aumma aumma' la lista dei 24.000 cassintegrati a zero ore da espellere dalla fabbrica. (...)"

"(...) Matteo Renzi non è un alieno, non ha sbagliato partito, non è arrivato per caso al vertice del PD. Renzi è il figlio legittimo dell'orrendo serpentone metamorfico PCI-PDS-DS-PD, è il prodotto finale più genuino, biologico di quel percorso. Non nasce per rottamare le cariatidi della vecchia politica; i Bersani, i D'Alema e compagnia si sono già da parecchio tempo culturalmente e politicamente auto-rottamati. Il governo Renzi nasce il 22 febbraio 2014 col compito di portare velocemente a compimento la precarizzazione totale del lavoro subordinato e distruggere le ultime garanzie legislative per i lavoratori: Jobs Act, abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, nuova legge elettorale, riforma della Costituzione. Renzi riesce a realizzare solo le prime tre voci del suo programma, poi il 4 dicembre 2016 quasi il 60% degli italiani boccia il nuovo testo costituzionale e alle elezioni Politiche del 4 marzo 2018 il PD crolla al 18,7% e implode, mentre il M5S diventa il primo partito con il 32,6%. (...)
La sinistra e il centrosinistra, supportati dalla Troika sindacale per 40 anni, hanno campato grazie al terrorismo elettorale nei confronti dei lavoratori: votate per noi anche se siamo costretti a bastonarvi perché i mercati ci guardano, ce lo chiede l'Europa, perché se vince Berlusconi è peggio ancora. Votate per noi perché Berlusconi è il cavaliere nero, ademocratico, fascista, la Costituzione nata dalla resistenza è in pericolo, la democrazia muore, il fascismo è sempre in agguato, il fascismo eterno, quello che minaccia l'umanità intera sin dal peccato originale. L'involontario merito di aver svelato al popolo della sinistra questi sotterfugi va tutto a Renzi, che Dio lo benedica, che ancor prima di diventare presidente del Consiglio stipula col “fascista” Berlusconi un patto di governo, il “Patto del Nazareno”: crolla così il principale alibi degli assassini delle conquiste dei lavoratori.
Ma il terrorismo elettorale non era sufficiente: occorreva addebitare a Berlusconi tutti i provvedimenti antipopolari varati da sinistra e centrosinistra in collaborazione con la Troika sindacale. Ed ecco l'invenzione geniale della maxi bufala del ventennio berlusconiano. (...) Il termine ventennio berlusconiano viene coniato da Massimo Giannini del dipartimento ideologico del PD in un suo libro del 2008 per paragonarlo al ventennio mussoliniano. Oltretutto non si tratta neanche di un ventennio avendo Berlusconi governato alternandosi però col centrosinistra dall'11 maggio 1994 al 16 novembre 2011. Di questi 17 anni, 6 mesi e 6 giorni, il centrodestra con i governi Berlusconi I, II, III, IV ha governato 9 anni, 1 mese e 20 giorni, mentre il centrosinistra con i governi Dini, Prodi I e II, D'Alema I e II e Amato II ha governato 8 anni, 4 mesi e 16 giorni. Ma, al di là dell'aritmetica, la dicotomia era finta, le due coalizioni non erano alternative, ma complementari, si legittimavano a vicenda: difatti mai nessuna coalizione di centrosinistra ha abrogato una legge contro i lavoratori varata dalla precedente coalizione di centrodestra, e viceversa.
Alla “sinistra” sopravvissuta non restano che due argomenti per autocertificare l'esistenza in vita: fascismo e immigrazione, altro dire non sa. (...) Non ho mai ascoltato in vita mia un serio dibattito sul tema immigrazione. A Torino e dintorni non c'è mai stato. E non c'è mai stato perché il tema è complesso, tocca tante altre materie, l'Europa, il lavoro, le questioni internzazionali, eccetera. Anche se poi tutta la classe politica nostrana tende a ridurlo agli sbarchi, a ordine pubblico e alla cosiddetta “integrazione”. E infine la “sinistra” tende in generale a evitare di parlare di fatti che potrebbero confutare le opinioni consolidate.
Nell'ottobre scorso ho pubblicizzato la presentazione di un libretto scritto da Sonia Savioli intitolato "ONG, il cavallo di troia del capitalismo globale" edito da Zambon. Chi sono i creatori e i finanziatori delle ONG, chi le dirige, che mestiere facevano precedentemente costoro? Fra i tanti casi indagati mi ha colpito quello di Haiti del dopo terremoto di dieci anni fa, uno dei Paesi più poveri del mondo. Dove, a fronte di una popolazione di circa 11 milioni di abitanti, operano diecimila ONG, una ogni 1.100 abitanti. Un record mondiale. Che ci sarà mai ad Haiti di così importante? Che progetti ha il capitalismo americano per Haiti? Ovviamente la risposta la si trova leggendo il libro e non la svelo. Scrive l'autrice: “Con tutti i miliardi che ogni anno le fondazioni filantropiche e le ONG spendono per aiutare i poveri, non ci dovrebbe essere più un emigrante sulla faccia della terra. A spostarsi da un Paese all'altro dovrebbero essere rimasti solo i filantropi, i turisti e i laureati e ricercatori italiani”. Quando ero giovane un libretto del genere sarebbe stato definito di controinformazione. Invece, due persone di sinistra, appena sentito il titolo, hanno storto il naso. Una terza mi ha detto che, con Salvini all'attacco delle ONG, questo libro è “inopportuno”. Ma la verità è ancora rivoluzionaria?

Hanno ucciso tutte le conquiste dei lavoratori: chi sia stato non si sa, di Cesare Allara
http://www.civg.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1399:hanno-ucciso-tutte-le-conquiste-dei-lavoratori-chi-sia-stato-non-si-sa&catid=2:non-categorizzato

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