Vi ricordate? “Il pubblico è caos, il privato è organizzazione. Il pubblico soffoca il mercato, il privato lo regola. Il pubblico è spreco, il privato è efficienza. Il pubblico è appiattimento, il privato è innovazione e creatività. Il pubblico è cartello dei prezzi stabiliti a priori, il privato è libera concorrenza e ottimizzazione dei prezzi”. Dai, non facciamo finta di non capire, anche un bambino avrebbe ormai sgamato il “gioco”, e non è una questione di parti e partiti: credere ancora a questa farsa e farsene fagocitare è ridicolo. La questione vera è lo sfruttamento: dell’uomo sull’uomo e anche sulla natura. Con la scusa del “privato è bello”, sono stati privatizzati gran parte dei servizi pubblici – asili, assistenza agli anziani, sanità, acqua, elettricità, trasporti e poste – ma le tariffe non hanno mai cessato di aumentare, la qualità è sempre più approssimativa e la corruzione è ancora e sempre all’ordine del giorno. Peggio: da quando il capitalismo ha spostato il suo profi...
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